Bambino guarda incuriosito

Ogni giorno più attivi

Il vostro bebè nel quinto mese di vita

Quattro mesi fa vostro figlio ha fatto il suo ingresso nella vostra vita. Avete già riguardato le fotografie dei primi giorni? Il «ranocchietto» di allora sta crescendo.

I movimenti del piccolo sono ora più mirati, lo sguardo più espressivo, l’abilità delle mani aumenta, soprattutto quando desidera afferrare qualcosa. Quando è sveglio e sulla pancia, riesce già ad alzare la testa e a mantenerla sollevata. Le gambe iniziano a stendersi e il bacino si mette quindi in posizione piatta.

Poco dopo, il piccolo si appoggia sui propri avambracci. La sua visuale si allarga. Incuriosito si guarda intorno e gira la testa verso eventuali suoni o rumori oppure verso il luogo in cui gli sembra succeda qualcosa d’interessante. Nel frattempo, ha imparato a vedere gli oggetti in modo nitido anche da vicino.

Giocare, sgambettare e guardare in giro

La posizione sulla schiena è adatta per giocare. Avete notato che ora il bambino si muove diversamente da quando era un neonato? La schiena e la nuca sono tese, mentre la zona lombare è tuttora un po’ debole. Sgambettando, il piccolo vi comunica il desiderio di girarsi dalla schiena sulla pancia (e forse lo sa già anche fare).

Vostro figlio non è più concentrato esclusivamente sul contatto con voi. L’ambiente circostante è sempre più importante. Si tratta di un piccolo addio dal primo, intenso periodo di totale intimità con voi. È uno dei numerosi passi verso un mondo vasto e sconosciuto. Sostenete il vostro bambino in questa scoperta.

Dategli sempre più spesso la possibilità di osservare ciò che lo circonda, sia stando sulla schiena, sia stando sulla pancia. Talvolta può essere interessante anche una prospettiva dalla sdraietta, che fa comodo soprattutto ai genitori. Affinché il piccolo possa fare molte esperienze motorie, occorre che abbia la possibilità di sperimentare posizioni diverse.

Meglio prevenire che curare







EB_IT_05_S_7.jpg

Accadrà quando non ve lo aspettate: un bel giorno troverete vostro figlio in una posizione diversa da quella in cui l’avevate messo. Visto che gli piace molto sgambettare quando è nudo, potrebbe tentare di girarsi per la prima volta proprio quando è sul fasciatoio: probabilmente, quando mamma e papà meno se lo aspettano.

Ricordate quindi di non lasciarlo mai inosservato in un luogo da cui potrebbe cadere. Nemmeno per un attimo, magari per prendere velocemente il pannolino dimenticato altrove o per rispondere al telefono. Organizzate il fasciatoio in modo tale che tutto l’occorrente sia a portata di mano; così non sarà necessario distogliere lo sguardo o allontanarvi dal piccolo.

Aspettatevi di tutto

Dal momento in cui il bambino è in grado di cambiare posizione autonomamente, egli è anche molto più agile e la sua capacità di afferrare qualcosa in modo mirato rappresenta l’inizio di un nuovo periodo della sua vita.

Ci sono tante belle cose da agguantare velocemente e da lasciar cadere: occhiali, stoviglie, tazze colme di tè o di caffè. Basta poco perché accada un guaio. D’ora in poi dovrete quindi essere particolarmente vigili.

Com’è divertente afferrare le cose!

Fino a questo momento, il bambino ha imparato a conoscere le proprie mani osservandole attentamente e «assaggiandole» con la bocca. Ormai sa per esperienza che succhiandole si consola e si rasserena.

Tra i quattro e i cinque mesi, i movimenti delle braccia, delle mani e delle dita sono sviluppati a un punto tale che il bimbo è in grado di afferrare l’oggetto a cui mira; dapprima con ambedue le mani, poi con una sola. Naturalmente gli piace moltissimo afferrare le mani e le dita di mamma e papà.

Esplorare gli oggetti

Quando finalmente riesce ad agguantare «l’oggetto dei suoi desideri», non lo molla facilmente e lo porta alla bocca. Sono passati i tempi in cui era interessante osservare un gioco appeso sopra la culla. Ora ha voglia di toccarlo. Gli oggetti vanno quindi appesi in modo che lui possa afferrarli e che non gli scappino via troppo facilmente. Quando è sdraiato sulla coperta da gioco potete mettergli vicino gli oggetti che può prendere in mano.

Per il vostro bimbo toccare non è soltanto una questione di vicinanza, di contatto e di gioco, ma gli permette anche di percepire e scoprire se stesso, il suo corpo e l’ambiente circostante. Se è possibile, anche toccare ciò che si vede, diventa più facile «comprenderlo». Afferrare le cose e sperimentarle fa sì che il mondo prenda forma e che, più tardi, possa essere descritto e spiegato a parole.

La bocca per esplorare

I bambini piccoli amano scoprire il mondo attraverso la bocca, con le labbra e la lingua. Per noi adulti può forse sembrare incomprensibile e poco adeguato. Perché mettere tutto in bocca?

Per i bambini, invece, è importante. Così come avviene con le mani, anche queste esplorazioni permettono loro di fare importanti esperienze. Con la bocca sentono se un oggetto è morbido, duro, freddo, caldo, rigido o flessibile. Imparano così a «comprendere» gli oggetti e le relazioni fra loro.

Percepire il modo attraverso gli occhi e la bocca

Noi adulti percepiamo il mondo con gli occhi. Quando vediamo un oggetto, per esempio un cucchiaio, sappiamo immediatamente che serve per mangiare, che è freddo e piuttosto duro se lo si morde. Tutte queste informazioni sul cucchiaio le abbiamo acquisite sperimentandole. È quindi solo in casi eccezionali che noi adulti usiamo la bocca come «organo sperimentale», per esempio quando vogliamo capire se la bevanda colorata che non conosciamo è dolce o amara.

Più che con gli occhi, i bambini piccoli scoprono il mondo con la bocca e vanno quindi lasciati fare. Per le ricerche di vostro figlio procurategli oggetti di materiali diversi come il legno, la stoffa, la plastica o il metallo. Non occorre che siano giocattoli costosi, acquistati nei negozi. I bambini apprezzano molto anche gli oggetti d’uso quotidiano, come i cucchiai, le chiavi, i fazzoletti di stoffa, i coperchi, le stoviglie di plastica e così via.

Poco appetitoso…

Quando il bambino inizia ad afferrare autonomamente gli oggetti e a portarli alla bocca, nei genitori sorgono preoccupazioni riguardo all’igiene. Ai loro occhi non è molto rassicurante vedere che il figlio o la figlia mette in bocca tutto ciò che può afferrare.

Che sia lo straccetto finito per terra o che siano i giocattoli pieni di impronte appiccicose delle mani degli altri bambini. Ogni oggetto viene esaminato tranquillamente con la bocca. Ma come la mettiamo con la salute del bambino?

Contagio e igiene

I germi fanno parte del nostro ambiente e della nostra vita. Durante i primi mesi di vita le difese immunitarie acquisite nel grembo materno hanno offerto al bambino una protezione quasi totale dalle malattie infettive. Ora sta perdendo progressivamente questa protezione naturale e inizia a sviluppare il proprio sistema immunitario. Durante questo processo possono insorgere infezioni con febbre, tosse, raffreddori o diarree.

Benché ciò possa essere un po’ fastidioso sia per il bambino, sia per i genitori, questi malesseri servono allo sviluppo del bambino. Per rafforzare il proprio sistema immunitario, infatti, i bambini hanno bisogno del contatto e del confronto con i germi dell’ambiente circostante.

Prestare attenzione a precauzioni ragionevoli

Non sforzatevi di proteggere i vostri figli dal contatto con adulti o altri bambini. La vicinanza delle persone e il calore umano sono di fondamentale importanza per il piccolo. Le precauzioni dovrebbero quindi limitarsi allo stretto necessario e non essere eccessive.

A questa età vale quindi il seguente principio: i germi con cui vostro figlio entra in contatto fanno parte dell’ambiente circostante e lo aiutano a sviluppare il proprio sistema immunitario. Non è quindi necessario continuare a lavare tutto o impedire al bambino di portare gli oggetti alla bocca per motivi d’igiene.

Reload content for this field