Una nonna bacia sulla guancia la sua nipotina.

Il rispetto reciproco

Due anni e sei mesi

Il piccolo deve poter scegliere autonomamente le persone con cui entrare fisicamente in contatto. Rispettate i suoi «no» quando non gradisce manifestazioni fisiche. Prima che riesca a rispettare le regole di buona educazione, ci vorrà un po’.

Di’ «buongiorno», «grazie», «buon appetito». Talvolta il vostro bimbo si comporterà bene, ma non lo farà perché ne avrà capito il motivo, bensì perché gli avrete chiesto di farlo e perché segue il vostro esempio. Improvvisamente, però, potrà anche dimenticare di comportarsi bene. O magari non ne avrà nessuna voglia.

Non arrabbiatevi se il bambino dimentica di ringraziare. Non si tratta di cattiva volontà. Non tentate di obbligarlo a comportarsi in modo educato. Se fra adulti avete un comportamento cortese, egli imparerà da voi per imitazione. Avere un comportamento rispettoso significa prendere atto dei bisogni degli altri, quindi anche di quelli del bambino, delle sue preferenze, dei suoi limiti, delle sue paure.







Il bambino non vuole abbracciare

Il bambino deve essere pulito e curato

Molti adulti hanno un’idea precisa su quante volte bisogna lavare i capelli o quando sia necessario tagliare le unghie. Fra il secondo e il quarto anno di vita molti bambini iniziano a opporsi a queste procedure. Rispettate i sentimenti del vostro bimbo e avvertitelo prima di lavargli il viso con una lavette bagnata e fredda. Magari potreste permettergli di lavarsi da solo, chiudendo un occhio se il risultato non dovesse corrispondere alle vostre aspettative.

Se siete più aperti e disponibili per quanto riguarda l’igiene, consentite al bambino di fare importanti esperienze sensoriali, determinanti per il suo sviluppo. Lasciategli mangiare gli spaghetti con le mani, permettetegli di saltare nelle pozzanghere, di pasticciare con la sabbia e l’acqua, di mettere le mani nella pasta ecc.

Rispettate il «no» del bambino

Non forzate vostro figlio o vostra figlia ad abbracciare lo zio, la nonna, l’amico o l’amica oppure a stare in braccio a loro se non lo desidera. Ciò non significa che non gradisca il contatto fisico. Significa, invece, che vuole scegliere autonomamente la persona a cui avvicinarsi.

Il bambino possiede diversi modi per dimostrare il proprio amore e la propria fiducia: portando al nonno i suoi giocattoli, sedendosi vicino alla zia o rivolgendo uno sguardo amorevole alla madrina. Esistono poi bambini con un immenso bisogno di tenerezza e altri che la ricercano meno. Per il bambino il contatto fisico è addirittura vitale. Ma questo contatto non desidera averlo con chiunque e in qualunque momento, nemmeno con voi. Come tutti, nemmeno i bambini hanno sempre voglia di scambiare tenerezze. Hanno quindi il diritto di dire di «no».

Contatti piacevoli e sgradevoli

I bambini devono imparare a distinguere fra carezze piacevoli e sgradevoli, e a saper rifiutare queste ultime in modo deciso. Siate quindi dalla parte del vostro piccolo se non desidera dare baci a destra e a manca e sostenetelo nel difendersi dalle dimostrazioni di affetto indesiderate. I bambini che vedono rispettato il loro «no», saranno più capaci di difendersi da eventuali abusi sessuali, poiché la loro autostima è più forte.

In tutto il Paese la fondazione Protezione dell’infanzia Svizzera si adopera a favore della protezione, del benessere e dei diritti dei bambini fornendo preziose informazioni e spunti sul tema.

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