Due anni
Durante il terzo anno di vita lo sviluppo linguistico prosegue a grandi passi! Benché il vostro bimbo non sia ancora in grado di pronunciare tante parole, capisce già moltissimo.
L’uso che vostro figlio fa dell’abilità da poco acquisita, ovvero se parla tanto o invece è piuttosto silenzioso, dipende dal suo temperamento. Molti bambini si accontentano di dire alcune parole, mentre altri tentano già di formare brevi frasi di due o tre parole. Grazie alla capacità linguistica, al vostro bambino si aprono nuove opportunità di comunicazione. Egli è in grado di chiamare qualcuno e di spiegargli ciò che desidera, è capace di descrivere le proprie azioni.
Tuttavia, non è sempre facile comprendere e interpretare in modo corretto il linguaggio infantile. Dicendo «acola», Maja vi sta indicando che gradirebbe ancora un po’ di dessert. Perché non vi annotate o registrate le creazioni di parole più particolari? Sarà divertente riascoltarle o rileggerle tra qualche anno insieme al bambino!
A questa età molti bambini hanno ancora una capacità di espressione verbale limitata, di conseguenza esprimono le loro emozioni con il corpo. Capita in particolare quando sono arrabbiati, tristi, disperati, insicuri o frustrati. Cercate di decodificare e di capire il linguaggio non verbale di vostro figlio o di vostra figlia e siate fiduciosi: arriverà il momento in cui parlerà! Fra un anno, poi, potrete persino chiacchierare insieme.
I bambini di due anni fanno ancora molta fatica a capire concetti temporali generici come «ieri, oggi e domani». Spesso iniziano a comprenderli solo verso i quattro anni. Vostro figlio o vostra figlia faticherà quindi a capire se direte: «Stasera avrò il tempo di giocare con te». Capirà soltanto la parola «giocare», cosa che vorrebbe mettere in atto immediatamente. Malintesi di questo tipo possono far arrabbiare il bambino.
Il piccolo conosce però ormai lo svolgimento della giornata e, sulla base di questo, riesce a concepire l’alternanza di piccoli periodi di tempo. Potrete descrivere a parole i concetti temporali che sono ancora poco comprensibili per il bimbo. Invece di dirgli: «Stasera giocheremo insieme», spiegategli che lo farete dopo cena. In luogo di «Domani andremo in vacanza» è meglio dire: «Devi dormire ancora una volta, poi partiremo in vacanza.»
Alcune parole usate frequentemente entrano presto nel repertorio di molti bambini, per esempio la parola «scotta». Non appena capiscono che una parola ha un significato molto importante, cercano di tenerla a mente. Anche i verbi entrano presto nel loro vocabolario, seppur quasi sempre coniugati alla terza persona. A due anni i bambini capiscono pure concetti come «su» e «giù», mentre per interiorizzare bene i concetti spaziali più complessi, come «dietro», «davanti», «sopra» ecc., occorrerà ancora un anno o due.
Vi siete accorti che adesso il bimbo è in grado di distinguere fra grande e piccolo, fra adulti e bambini? Egli classifica le persone e gli oggetti con determinate caratteristiche. È interessato in modo particolare a tutto ciò che è fuori della norma. Per questo motivo, tra le parole preferite dei bambini di questa età vi sono per esempio «cacca» per indicare che qualcosa è sporco e «rotto» per dire che qualcosa è andato storto.
Con molto impegno, il bambino inizia anche a classificare i giocattoli e gli oggetti secondo la forma e il colore. Soltanto più avanti assegnerà anche un nome ai diversi colori. Benché il bambino sia certamente orgoglioso di saper già contare fino a cinque, non è tuttavia ancora in grado di capire il significato di questi numeri e nonostante sappia già fare distinzione fra «uno» e «tanti», sarà solo nel corso dei prossimi anni che introdurrà nel suo vocabolario la forma singolare e quella plurale.