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Non esistono genitori perfetti

Il vostro bebè nel sesto mese di vita

Talvolta vi capiterà di chiedervi se siete sempre una «brava» mamma o un «bravo» papà. La maggior parte di noi porta con sé la propria immagine di «genitori ideali»: sempre pronti a dare tutta la loro attenzione al bambino, calmi e pazienti, gentili, comprensivi e indulgenti.

In moltissime occasioni vi capiterà di non considerarvi dei «bravi genitori», forse perché vi arrabbiate se il piccino vi sveglia per la terza volta di seguito durante la notte, vi innervosite perché piange in continuazione quando siete in compagnia di amici oppure avete problemi finanziari o di altra natura che vi impediscono di dare al bambino tutta l’attenzione che vorreste. E quanto forti possono essere i sensi di colpa alla fine di una giornata in cui tutto è andato storto!

E poi ci sono anche le «famiglie ideali», la cui immagine è veicolata dalla pubblicità e dai media. Ovunque si vedono genitori rilassati e felici con bambini allegri, in case ordinate e pulitissime.

L’immagine ideale pesa

Questa immagine ideale appare e colpisce proprio nel momento in cui vostro figlio o vostra figlia è in piena crisi di pianto, quando in casa regna il caos, quando vi sentite sopraffatti dall’attività di casalinga o casalingo a tempo pieno o quando state cercando di conciliare la vita familiare con quella professionale.

Capitano giorni in cui dubitate di essere una «brava mamma» o un «bravo papà»? Siate indulgenti con voi stessi! Accettate il fatto che la vita non è sempre rose e fiori… e che gli ideali e la realtà non sempre combaciano.

Diciamocelo chiaramente: i genitori esercitano una professione difficile e impegnativa. Inoltre, si tratta di una professione che non si può imparare prima. È normale, quindi, fare errori: i genitori perfetti non esistono.







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Se il vostro bebè sente che è pienamente accettato e amato, siete i migliori genitori che possano esserci, anche se non sempre tutto fila liscio.

Visioni diverse

Il desiderio di rispecchiare l’immagine della famiglia «ideale» non è legato solo ai modelli veicolati dalla società, bensì anche alle esperienze personali che ognuno ha fatto durante la propria infanzia. Ciò può generare differenze di opinione riguardo alle cose ovvie di tutti i giorni.

Parlatene quindi fra di voi, in particolare qualora uno dei genitori fosse di una cultura diversa. Mostrate apertura e comprensione nei confronti di altri modi di pensare e di vivere, e sviluppate insieme le vostre visioni di «famiglia ideale».

Sono tutti maestri…

Oltre alle aspettative personali possono pesare anche le pretese dell’ambiente circostante: forse i vostri genitori, i suoceri, le colleghe e i colleghi di lavoro, le amiche e gli amici vi esprimono le loro idee, in modo più o meno esplicito, sull’educazione dei figli.

Non è quindi facile evitare che sorgano dubbi del tipo: «Ma quel che faccio va bene?». Occorre molta convinzione per proseguire sulla propria strada, ma ne vale la pena.

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