Mamma con bebè che piange

Anche un bebé adorabile può irritare i genitori!

Il vostro bebè nel quinto mese di vita

Ci sono giorni in cui tutto va storto. Il bambino non riesce quasi a calmarsi e i nervi sono a fior di pelle. Sensazioni che anche gli altri genitori conoscono bene. È importante non scaricare sul bambino la propria tensione e segnalare al partner che tutto sta diventando troppo.

Sembra un sortilegio: proprio quando siete già vestiti e pronti per andare a fare la spesa o per andare a passeggio, il bambino si mette a piangere. Ma che cosa avrà adesso? Lo prendete in braccio e… succede il disastro! Sembra lo faccia apposta: doveva rigurgitare proprio sul cappotto nuovo? Naturalmente dovete correre subito ai ripari e quindi riportate il piccolo nel suo lettino, dove lui prontamente si rimette a strillare.

In giornate simili, nemmeno la passeggiata che di solito gli piace molto serve a calmarlo… L’odore acidulo che proviene dal vostro cappotto non vi aiuta certo a risollevarvi il morale. Una volta tornati a casa, le cose non migliorano. Il bimbo continua a piangere, la cena si brucia, i pannolini sono sporchi, il telefono squilla e il bambino non si calma: c’è da diventare matti!

La sensazione di non farcela

Oggi va proprio tutto storto! E sarà un’altra notte insonne! Chissà cosa accadrà domani mattina, quando sarà ora di andare a lavorare e arriverà la nonna a curarlo?! Riuscirete almeno a uscire di casa?

Occorrono davvero nervi saldi per non sfogarsi sul piccolo. Ma cosa fare della propria rabbia e dell’impressione di non farcela più, di sbagliare tutto, ma proprio tutto? «Non ne posso più. Mi daresti il cambio?» È lecito esprimere questo desiderio al vostro partner, ai vostri genitori o a un’altra persona fidata.

Riconoscere sentimenti contraddittori

Capita probabilmente a tutti i genitori di accorgersi che in certe situazioni si nutrono sentimenti negativi, come l’insofferenza o la rabbia, nei confronti del proprio figlio. In genere si fatica però ad ammetterlo e a parlarne con altri genitori, poiché si è convinti di non corrispondere all’immagine di una «brava» mamma o di un «bravo» papà...

La sincerità e la disponibilità fra genitori possono tuttavia portare un certo sollievo e offrire comprensione reciproca. Capita, infatti, a quasi tutti i genitori di provare sentimenti contraddittori nei confronti del figlio o della figlia.

Quando i nervi cedono (o quasi)

A molti genitori capita, prima o poi, di trovarsi in una situazione in cui – per la disperazione e il sovraccarico – rischiano di perdere il controllo e avrebbero voglia di scuotere o percuotere il piccolo. Quando vi accorgete che state facendo veramente fatica a controllarvi, adagiate il bambino nel suo lettino e andate in un altro locale per creare una certa distanza fra voi e lui. Cercate di calmarvi.

Chiedere aiuto

Telefonate a una persona fidata o chiamate la Consulenza per genitori di Pro Juventute (058 261 61 61). Trovate altri numeri utili nell’indirizzario. Salvateli subito sul vostro cellulare. Se questo tipo di situazione dovesse ripetersi più volte, vi consigliamo di cercare aiuto. Discutendone con un professionista del ramo, potete cercare i motivi di questo stato ricorrente di sovraccarico e dei modi per evitarlo.

Chiedere aiuto non è segno di debolezza o di sconfitta. Al contrario, agendo in questo modo dimostrate senso di responsabilità nel valutare la situazione reale. Ciò vi aiuterà a cercare di modificarla.

Punire un bebè?

Talvolta avete forse l’impressione che il bimbo o la bimba voglia farvi dei dispetti. Proprio quando vi mettete a tavola per cenare, inizia a piangere. Quando viene a trovarvi un’amica, il bebè non vuole dormire e non riuscite nemmeno a parlare con calma.

Nessun bebè fa le cose di proposito. Non ne ha la capacità. Non ha ancora sviluppato la facoltà di capire i rapporti fra le cose e di comprendere lo stato emotivo di qualcun altro. Non può capire gli insulti, il mutismo, la rinuncia alla canzoncina della buonanotte, una leggera sculacciata o altre punizioni corporee violente e, soprattutto, non è capace di metterli in relazione con il proprio comportamento. Infliggere dolore emotivo o fisico al bebè è dannoso per il suo sviluppo. Non scuotete e non picchiate mai il vostro bebè, ambedue i gesti possono mettere in pericolo la sua vita.

I bambini sono come uno specchio

Non esiste, quindi, da parte del bebè, nessuna intenzione deliberata, nemmeno se è piagnucoloso proprio quando magari siete voi a non stare bene. I bambini sono molto sensibili e risentono del nervosismo e della tensione del padre o della madre e reagiscono di conseguenza. In queste situazioni, il comportamento del bambino rispecchia spesso lo stato d’animo dei genitori.

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