Il vostro bebè nel decimo mese di vita
Parlarsi è più di uno scambio d’informazioni. Attraverso la lingua si esprimono e comunicano sentimenti, emozioni, stati d’animo. La lingua è identità: rappresenta le proprie radici, trasmette il senso della propria patria ed è uno dei legami più importanti fra noi esseri umani.
È importantissimo parlare al bimbo nella lingua del vostro cuore. Parlategli nella vostra lingua materna (lo stesso vale per le canzoni, le poesie o le filastrocche).
Se voi e il vostro partner o la vostra partner parlate due lingue diverse, dovreste rivolgervi al piccolo ciascuno nella propria lingua madre. Con ciò s’intende che, per esempio, il papà gli parla in inglese e la mamma, invece, in italiano. Il vostro bambino avrà così dimestichezza con ambedue le lingue, anche se, per il suo sviluppo linguistico, occorrerà forse un po’ più tempo rispetto ai bambini che crescono con una sola lingua.
Se i genitori provengono ognuno da un Paese diverso, parleranno con il bimbo nella propria lingua. Non pensate che imparerà meglio l’italiano se tentate di avvicinarlo sin dall’inizio alla lingua per voi straniera. Per l’apprendimento di una seconda o di una terza lingua è importante padroneggiare la propria, la cui struttura potrà in seguito costituire la base di un’altra lingua.
Così come il vostro bambino gioca e sperimenta con tutti gli oggetti che trova, così prova e sperimenta con piacere anche i vari suoni che produce lui stesso. Chiacchiera da solo, concatena diverse sillabe e riesce già a dare loro intonazioni differenti.
Sbuffa, singhiozza, fa le bolle e gioca con la saliva, ed è oltremodo contento se state al gioco e vi esibite insieme a lui in questi gorgheggi e vocalizzi. Poiché il bimbo vuole sapere da dove provengono i suoni, tocca la vostra bocca ed esamina le vostre labbra. Da poco ha incominciato a capire il senso di alcune parole.
Il vostro piccolo inizia ora a mettere in relazione nomi e persone e conosce diversi oggetti del suo ambiente circostante. Comincia a imitare suoni e gesti (per esempio fa ciao con la mano o annuisce). Con le catene sillabiche, come ma-ma-ma, ba-ba-ba, ta-ta-ta riesce a chiamare i genitori. Che gioia, quando vostro figlio o vostra figlia dirà per la prima volta «mamma» o «papà»!
Come negli altri ambiti, anche nello sviluppo del linguaggio i progressi richiedono un certo tempo. Se alcuni bimbi pronunciano le prime parole già prima dell’anno, altri se la prendono più comoda e bisogna attendere anche fino ai due anni. In genere, nello sviluppo linguistico le bambine sono più precoci dei loro coetanei maschi.
Se osservate vostro figlio o vostra figlia nella vita quotidiana, capirete quali termini riesce già a comprendere. Vi accorgerete che conosce e capisce già molte parole, anche se non è ancora in grado di pronunciarle. Ascoltando, impara i suoni e la melodia della sua lingua materna.
Elencate gli oggetti che il vostro bambino incontra durante le passeggiate o il gioco, quando gli cambiate il pannolino o mangiate. Raccontategli che state lavando i vetri, che il gattino ha il pelo morbido o che avete voglia di bere una tazza di tè. E magari, il vostro bimbo guarderà già l’oggetto da voi nominato.
Non occorre adattare il vostro modo di parlare utilizzando vezzeggiativi o diminutivi dicendo, per esempio, «tazzina invece di tazza» o «lettino invece di letto». Non è nemmeno necessario parlare come un bebè definendo un cane «bau-bau» o un’automobile «brum-brum».
La cosa migliore è parlare al vostro bimbo in modo normale. Potete essere certi di avere un pubblico molto attento che forse addirittura risponde, qualsiasi cosa gli raccontiate. In fin dei conti, non è importante solo la comprensione delle parole, ma la partecipazione e la tenerezza che si trasmettono durante queste chiacchierate.