Una mamma allatta il proprio bambino durante il lavoro.

Inoltre... Lavorare e allattare è possibile

Il vostro bebè nel terzo mese di vita

Le madri che allattano e lavorano hanno diritti speciali. Il datore di lavoro deve concedere loro il tempo per l’allattamento. Maggiori informazioni sulle norme sull’allattamento durante l’orario di lavoro e su altri argomenti.

Attività professionale e allattamento

Se dopo il congedo maternità sarete nuovamente attive professionalmente, ciò non significa necessariamente che dobbiate svezzare il bambino. I datori di lavoro devono permettere alle madri di allattare durante l’orario di lavoro. Per questo al momento del rientro al lavoro è bene prendere accordi dettagliati con il datore di lavoro e con chi si occupa della cura del bambino durante la vostra assenza.

Diritti e doveri delle mamme

Per tutto il primo anno di vita del vostro pargoletto avete i seguenti diritti (e doveri):

  • Non potete fare ore supplementari (gli «straordinari»).
  • In caso di lavori pericolosi e pesanti, non deve sussistere nessun pericolo per la madre e il bambino. Se non è possibile prevedere misure di sicurezza adeguate e se l’azienda non dispone di un posto di lavoro equivalente esente da pericoli, potete rimanere a casa percependo l’80% del vostro salario.
  • Potete allattare il bambino o tirare il latte all’interno o all’esterno dell’azienda. La durata delle pause per allattare il piccolo o per tirare il latte dipende dal tempo di lavoro: se lavorate fino a 4 ore al giorno avete diritto ad almeno 30 minuti di pausa retribuita, dalle 4 ore di lavoro giornaliero in poi ad almeno 60 minuti, mentre se lavorate 7 o più ore al giorno vi spetta una pausa retribuita di almeno 90 minuti. Il tempo per allattare o per tirare il latte può essere preso in una sola volta o frazionato, ma non può essere anticipato o recuperato, né dedotto dal periodo di riposo, per esempio dalle vacanze.

Esempio orario di allattamento per madri che lavorano

Ecco un esempio di «orario di allattamento per madri che lavorano»:

  • Allattare a casa la mattina presto.
  • Alle undici la persona che si occupa del bambino lo porta sul posto di lavoro per l’allattamento.
  • Nel pomeriggio la persona che si prende cura del bambino lo allatta con il biberon a casa. Allo stesso tempo, la madre pompa il latte mentre è al lavoro. In questo modo la quantità di latte non diminuisce e il latte è sempre pronto.
  • La sera e la notte allattare come di consueto.

Nell’opuscolo «Info maternità», edito in diverse lingue da Travail Suisse, potete trovare ulteriori informazioni sul tema «Attività professionale e maternità», mentre su vari promemoria e liste di controllo dell’associazione «Promozione allattamento al seno Svizzera» trovate informazioni su allattamento e lavoro.

Lo svezzamento

Lo svezzamento rappresenta un cambiamento importante per la mamma e per il bebè. Se desiderate svezzare il vostro piccolo, o dovete farlo, preparate questo passo con un certo anticipo e in modo meticoloso. Parlatene per tempo anche con la consulente materno pediatrica o con la consulente per l’allattamento.

Le bevande zuccherate non sono necessarie

Anche i bambini piccolissimi si abituano velocemente ai gusti e consumare cose dolci diventa facilmente un’abitudine, se non una dipendenza. Quindi non cominciate a zuccherare il tè (nemmeno con il miele) o ad acquistare quello già zuccherato. Lo zucchero rappresenta una delle cause principali della carie dentale nei bambini piccoli.

Utilizzare la sdraietta solo per poco tempo

Si può iniziare a usare la sdraietta, detta anche dondolino, dai due o tre mesi di vita del bambino. A questa età, infatti, i bebè iniziano a stare svegli più a lungo e a interessarsi a tutto. Potete sistemare la sdraietta nelle vostre vicinanze, così il bambino può osservarvi durante le vostre attività quotidiane. Il piccolo non va però mai lasciato solo. Inoltre regolate la sdraietta in modo che il bebè sia in posizione sufficientemente reclinata. Lasciate il piccolo solo per poco tempo nella sdraietta perché si stanca velocemente,. Vi accorgerete quando il piccolo non vuole più starci perché non starà più nella posizione iniziale, darà segni d’insofferenza e inizierà a piagnucolare.

Tenere un diario del bambino







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Il primo sorriso, il primo tentativo di esprimersi con la voce o la prima malattia sono avvenimenti degni di nota: . Il tempo passa, e succede anche troppo facilmente che ci si dimentichi dei piccoli ma importanti progressi e delle esperienze del bambino. Tenere un diario del bambino non richiede capacità da scrittore. Vi si può anche disegnare, fare collage, incollare fotografie. E presto vi lasceranno il loro segno anche le tracce (di pappa) del bambino…

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