Bebè che gioca con un cucchiaio.

Giocare e parlare: così i bebè scoprono il mondo

Il vostro bebè nell'ottavo mese di vita

Abbiamo già parlato del piacere del bambino nello scoprire oggetti nuovi, della sua curiosità e della sua voglia di muoversi. Forse il bimbo è già in grado di stare seduto per un po’ senza che voi lo sosteniate. E così gli si presenta una nuova visione del mondo.

Un vasetto dello yogurt risveglia l’interesse del vostro piccolo quanto una bambola o i cubetti di legno colorati. Quando sente un rumore o quando si sente chiamare per nome, il bambino gira la testa. Riesce anche a battere l’uno contro l’altro i diversi giocattoli o a picchiare con un oggetto per terra o sul tavolo, divertendosi un mondo per il rumore che produce. È forse addirittura già capace di passare un oggetto da una mano all’altra. Continua a toccare tutto, ammira, gira e mette in bocca ciò che gli capita in mano.

Offrite al piccino la possibilità di fare molte esperienze di questo genere. Il nostro ambiente è costituito da un’immensa varietà di materiali e di oggetti che si prestano ottimamente per le scoperte e le esperienze del bimbo: toccare, ammirare, muovere, annusare, sentire, udire e modificare.

Lo sviluppo richiede tempo

Tuttavia, proprio a causa di questo grande interesse del bambino per ogni cosa, non dobbiamo sovraccaricarlo o pretendere cose che non è in grado di fare. Un esempio: il bimbo sta osservando interessato la sfera che rotola lungo la pista delle biglie, ma non è ancora in grado di farla rotolare da solo. Questo tipo di attività richiede molta destrezza e la capacità di coordinare diversi movimenti.

Lo sviluppo richiede tempo: ciò vale anche per imparare a stare seduto o a tirarsi su da solo. Se il vostro piccolino non ci riesce ancora, non aiutatelo. Quando il suo sviluppo glielo permetterà, riuscirà a stare seduto. Dovrà imparare da solo a mettersi seduto, girandosi su un fianco, e questo esercizio gli farà acquisire sempre più sicurezza e stabilità fisica.

Nuovi suoni e vocalizzi

A questa età i bambini iniziano a esprimere il loro disagio tramite espressioni verbali e non più soltanto con il pianto. Quando desidera un giocattolo che non riesce ad afferrare da solo, il piccolo si mette a brontolare e nella sua voce si riconosce una certa irritazione. A volte cercherà di attirare la vostra attenzione con lamenti o suoni invitanti.

Certi bambini riescono pian piano a imitare dei suoni e a collegarne alcuni. In tutte le culture si tratta di catene sillabiche come ta-ta-ta, ba-ba-ba o ma-ma-ma. Parlate molto al vostro bambino quando giocate con lui e quando vi osserva intenti nelle vostre faccende quotidiane. Gli piacerà anche sentirsi imitare da voi e ascoltare i suoi versetti uscire dalla vostra bocca.

Chiacchierare e ascoltare i suoni

Può accadere che un bimbo parli con la propria immagine riflessa nello specchio. Non si riconosce ancora, ma sarà affascinato dalla figura che ha di fronte. Benché siano ancora troppo piccoli per giocare insieme, anche ai bambini così piccoli piace stare con i coetanei. Lasciate che parlottino tra loro, che si osservino e si esplorino reciprocamente.

Poiché i piccoli cercano di capire da dove provengono i suoni che sentono, spesso toccano il viso della mamma o del papà che parla. Lo stesso può succedere tra bambini. Può capitare che il bambino che riceve una manata in faccia si spaventi e inizi a piangere. Ma si tranquillizzerà presto e sarà a sua volta interessato al suo piccolo amico.

Il linguaggio dei gemelli

Se avete dei gemelli, potreste scoprire che i vostri figli stanno sviluppando un proprio linguaggio. Questo fenomeno è ben noto e viene chiamato il linguaggio dei gemelli. Si presume che i bambini comunichino tra loro in modo così intensivo perché l’interlocutore è quasi sempre presente. Così come gli altri bambini farfugliano con la propria immagine speculare, anche i gemelli fanno la stessa cosa tra di loro.

Per rendere la lingua degli adulti altrettanto interessante, parlate il più spesso possibile a ogni bambino singolarmente. Anche in seguito sarà importante per lo sviluppo individuale e la delimitazione dell’«io» che non si considerino entrambi i bambini come un’unità. Rivolgetevi a ogni bambino individualmente e direttamente con il «tu» o con il suo nome. Utilizzate il meno possibile la forma del «voi» con entrambi contemporaneamente.

Canzoni e filastrocche

Le canzoni e le filastrocche piacciono molto e dovranno quindi essere ripetute innumerevoli volte. Non solo procurano piacere, ma sono anche di grande importanza per lo sviluppo linguistico del bambino. Intanto, al piccino non importa niente del contenuto verbale. Ora contano solo il ritmo, la tonalità, la rima o il movimento.







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Parlate e cantate con il bambino nella vostra lingua madre. Se non avete in mente canzoni o filastrocche della vostra infanzia, possono magari aiutarvi i nonni o altri genitori, un libro di canzoni o gli esempi che seguono.

Filastrocche per bambini

Mentre gli lavate il viso:
Questo è l’occhio bello, questo è suo fratello, questa è la chiesina, questo è il campanin: din din din din.

oppure:

La testina bionda, guancia rubiconda,
bocca sorridente, fronte innocente.
Din don din don din don.

Per il rituale serale:

Stella stellina,
la notte s’avvicina, la fiamma traballa,
la mucca è nella stalla, la mucca e il vitello,
la pecora e l’agnello, la chioccia coi pulcini, la gatta coi gattini,
la capra ha il suo capretto,
la mamma ha il suo bimbetto, ognuno ha la sua mamma,
e tutti fan la nanna.

Se lasciate libero sfogo alla vostra fantasia per creare filastrocche o canzoncine sarete stupiti del risultato e il piccolo pubblico vi ricompenserà con il suo entusiasmo!

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