Diventare genitori
Con tutto il tempo che dedicate alla famiglia c’è ancora spazio per la vita di coppia? I momenti a tu per tu diventano gioco forza più rari, ma continuano a essere il presupposto principale per un rapporto soddisfacente.
Per aprirsi emotivamente ci vuole tempo, non si può improvvisare. Se la coppia non riesce a condividere le esperienze e a parlarsi, tra i due può farsi strada un senso di estraniamento e crearsi una distanza emotiva nella vita di coppia.
Prendetevi pertanto del tempo per voi, create degli spazi nella vita quotidiana o fissate un giorno alla settimana da dedicare a voi due.
Non c’è bisogno di fare ogni volta qualcosa di speciale, l’importante è che entrambi stiate bene e che riusciate ad apprezzare questi momenti.
Approfittate inoltre di questi istanti per parlarvi e per raccontarvi quel che vi rende felici e quello che desiderate. Questi momenti consolidano il vostro legame e vi rendono forti come coppia.
A volte, la comunicazione si inceppa. Dopo una notte quasi in bianco, arrivate stanchi morti in ufficio, vi rovesciate addosso il caffè e, nonostante le migliori intenzioni, non riuscite a trovare un documento importantissimo. Oppure siete a casa, il piccolo non smette di piangere, passate tutta la giornata tenendolo in braccio e non riuscite nemmeno a farvi la doccia e, figuriamoci, a fare un bucato.
È comprensibile che dopo una giornata del genere siate entrambi stressati, insofferenti e poco tolleranti. Basta un nonnulla per surriscaldare gli animi e, qualche volta, può scoppiare un litigio.
Forse non vivete con il padre o la madre di vostro figlio o di vostra figlia, ma siete entrambi responsabili del suo benessere. Anche se non vi volete (più) bene o non riuscite a parlarvi, dovete comunque farlo per organizzare la vita del piccolo.
In queste situazioni potrebbero tornarvi utili alcune «regole di comunicazione». La regola più importante consiste nel fare una distinzione netta tra parlare e ascoltare: quando uno parla, l’altro ascolta, così non ci si interrompe e si sta a sentire con attenzione.
Quando discutete, attenetevi ai fatti concreti e, per evitare di generalizzare, illustrate le cose dal vostro punto di vista, parlando sempre in prima persona: «Ieri sera, quando stavo per mettere a letto il piccolo, mi ha dato fastidio…». Esprimete le vostre emozioni per permettere a chi vi sta di fronte di capire meglio cosa provate.
Ascoltate attentamente quello che vi dice il vostro interlocutore e dimostrategli il vostro interesse. Le domande devono iniziare con «come», «dove», «chi» e «cosa», per esempio «Cosa intendi dire esattamente con…?». In questo modo, chi parla può esporre altri aspetti della questione e chi ascolta ottiene maggiori informazioni.
Alla fine, chi ascolta riassume con parole sue quanto è stato detto in modo da verificare di aver capito bene, mentre chi parla può riflettere su quanto ha detto e, se del caso, rettificare alcuni aspetti.
Fate in modo di avere tempo a sufficienza per discutere. Approfittate, per esempio, di una passeggiata o della sera, quando il bambino si è addormentato, ed evitate di iniziare una discussione poco prima di dare il biberon o la pappa al piccolo. Nel limite del possibile, evitate di litigare davanti a vostro figlio o a vostra figlia. Con il passar del tempo, infatti, potrebbe diventare sensibile di fronte alla minima divergenza o provare un senso d’insicurezza. Tuttavia, anche se discutete «a porte chiuse» vostro figlio o vostra figlia si rende conto che l’atmosfera è tesa. Al termine della discussione è quindi importante mostrare a vostro figlio o a vostra figlia che vi siete riappacificati e che tutto è tornato alla normalità.
Inizialmente queste regole vi possono sembrare un po’ forzate, ma è stato dimostrato che sono davvero utili per affrontare obiettivamente temi delicati, per capirsi meglio e per sostenersi in maniera adeguata. In fin dei conti, risolvere insieme i conflitti e superare insieme le situazioni difficili può dare una certa soddisfazione.
Non è passato molto tempo da quando, analogamente ad altre neomamme, di notte non riuscivate quasi più a girarvi nel letto a causa del pancione. Anche se oramai il pancione con tutto il suo peso non c’è più, il vostro corpo non è ancora tornato quello di prima: i seni sono turgidi, forse sentite ancora dei dolori legati al parto e, probabilmente, vi è rimasto qualche chilo di troppo.
Alla fine della giornata, sia voi che il vostro partner siete stremati dalle fatiche della giornata e stanchi per le ore di sonno arretrate. Che in questa situazione l’intimità e la sessualità possano passare in secondo piano è più che mai comprensibile.
Prendetevi tutto il tempo necessario finché sarete entrambi pronti a riprendere la vostra vita sessuale. Forse, nel vostro caso, succederà presto. È del tutto normale essere inizialmente prudenti e un po’ intimoriti durante il primo rapporto sessuale dopo la nascita di vostro figlio o di vostra figlia. Forse a causa delle varie sollecitazioni, delle costanti attenzioni riservate al neonato e di attività come cambiare il pannolino, dare il biberon o allattare e calmare il piccolo non siete dell’umore giusto per un rapporto sessuale.
Anche i cambiamenti ormonali, i dolori e il malessere oppure la nuova immagine del proprio corpo non contribuiscono molto ad aumentare la voglia d’intimità. Per alcune donne, inoltre, il bisogno di contatto fisico è già appagato dalla vicinanza al bambino e dall’allattamento.
A volte il/la partner si sente escluso/a e trascurato/a perché le attenzioni dell’altro genitore sono quasi esclusivamente rivolte al piccolo, tanto che in alcuni di loro si fa strada la gelosia. Per di più, in questa fase spesso madri e padri tendono a starsene in disparte perché si rendono conto quanto sia coinvolgente il nuovo ruolo di genitore.
Se con la sessualità non dovesse funzionare da subito, non pensate di avere problemi come coppia. Prendetevi tutto il tempo di cui avete bisogno, parlate dei vostri desideri e bisogni sessuali, e godetevi lo scambio di tenerezze e l’erotismo in modo diverso e forse del tutto nuovo.
L’importante è che entrambi possiate vivere la sessualità senza pressioni e costrizioni. Il rispetto reciproco e la sensibilità per i bisogni di ognuno sono un presupposto importante per un’intimità soddisfacente e rispettosa per entrambi.