Argomento speciale: i diritti dei bambini (3° mese)
Nella sua introduzione, la Convenzione sui diritti dell’infanzia statuisce che «il fanciullo, ai fini dello sviluppo armonioso e completo della sua personalità, deve crescere in un ambiente familiare e in un clima di felicità, di amore e di comprensione».
Ma chi definisce il concetto di felicità? Si può imporre l’affetto? I genitori possono essere obbligati ad amare i propri figli?
Per un bambino la felicità, l’amore e la comprensione sono irrinunciabili, tuttavia tali sentimenti non possono essere misurati né pretesi alla stregua di un diritto. I diritti contemplati dalla Convenzione si propongono di creare le migliori basi possibili per uno sviluppo completo e rispettoso dei bisogni del bambino. Si può parlare di interesse superiore del bambino se quest’ultimo gode di tutti i diritti sanciti dalla Convenzione.
Il concetto di «interesse superiore del bambino» non è definito in maniera precisa. In linea di massima descrive il benessere di un bambino. L’interesse superiore del bambino dipende anche dalle contingenze e, dato che va sempre stabilito in base alle situazioni individuali e alle nuove capacità che il bambino acquisisce, il concetto è stato consapevolmente definito in senso lato.
La piccola Elisa, due mesi, è nel suo lettino e piange quasi ininterrottamente da mezz’ora. La mamma sta preparando una torta con Leo, che ha tre anni. Poco prima ha allattato e cambiato la piccola Elisa. Leo vuole assolutamente mischiare da solo gli ingredienti della torta, ma per farlo ha bisogno di aiuto. Ora Leo aspetta impaziente la mamma che, di tanto in tanto, va dalla piccola e che alla fine decide di prenderla in braccio. Leo continua a preparare la torta con la mamma, che tiene in braccio la sorellina. Il bebè sembra aver percepito il bisogno di vicinanza: in pochi minuti è di nuovo tranquillo e felice.
Orientarsi all’interesse superiore di un bambino significa, tra l’altro, percepire i suoi bisogni e reagire di conseguenza. I neonati dipendono quasi del tutto dall’ambiente circostante. Oltre a nutrire e lavare un bambino, a garantirgli un numero adeguato di ore di sonno e a proteggerlo dal freddo e dal caldo, soddisfare i bisogni basilari di un bambino significa anche instaurare con lui un rapporto affidabile e amorevole. Spesso per i genitori che hanno più figli può risultare particolarmente arduo tenere conto dei bisogni di tutti.
L’interesse superiore del bambino non è un’entità rigida, ma dinamica. Oltre al benessere attuale del bambino si dovrebbe sempre tenere conto anche del suo benessere futuro.
Il primo bagnetto del piccolo Joel nella nuova vasca è un avvenimento. I genitori immortalano il momento con il loro smartphone e la sera mostrano le fotografie ai nonni. La mamma decide di mandare le fotografie anche al padrino e alla madrina e di pubblicare uno scatto su Facebook.
È comprensibile che i genitori siano felici dello sviluppo e delle nuove esperienze dei loro figli. Sempre più spesso questa gioia viene condivisa con gli altri attraverso i social media. Con il passar del tempo, però, un bambino o un adolescente potrebbe sentirsi a disagio vedendo le sue fotografie su internet.
Non è sempre possibile prevedere le conseguenze di una determinata azione. L’importante è che nel prendere qualsiasi decisione della vita quotidiana teniate conto dell’interesse superiore di vostro figlio o di vostra figlia e che vi chiediate se quel che fate è nel suo interesse o fondamentalmente nel vostro. Nell’esempio precedente si potrebbe optare per una soluzione che non leda l’integrità e la sfera privata del bambino, per esempio permettendo solo a una cerchia ristretta di persone di avere accesso alle sue fotografie.
Il modo in cui gli adulti considerano i bambini, si rapportano a loro e interpretano il concetto di interesse superiore del bambino è influenzato dalla realtà culturale e sociale in cui vivono, che si ripercuote, per esempio, sull’atteggiamento nei confronti dell’istruzione, delle punizioni o delle cure mediche.
La definizione di interesse superiore del bambino che figura nella Convenzione sui diritti dell’infanzia lascia un certo margine di discrezionalità ai genitori. Tuttavia non ci si può appellare all’interesse superiore del bambino per giustificare un comportamento che contraddice la Convenzione come, per esempio, l’uso della violenza in ambito educativo.
La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza è stata sviluppata come uno strumento internazionale di tutela dei diritti umani ed è entrata in vigore nel 1989. I diritti sanciti nella Convenzione si applicano universalmente ai bambini e agli adolescenti da zero a 18 anni. Tutti gli Stati, tranne uno, hanno sottoscritto la Convenzione, il che dimostra l’importanza attribuita a livello mondiale ai diritti dell’infanzia. Nel 1997, anche la Svizzera si è impegnata a garantire l’applicazione di tali diritti nel nostro paese. Va comunque detto che i diritti sanciti nella Convenzione, messi in atto grazie all’interazione tra Stato, genitori e bambini, vengono applicati in modo molto diverso nei vari Stati.
La Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza comprende diritti umani di carattere generale come la libertà di pensiero, di coscienza e di religione o il diritto all’educazione e alla salute. Inoltre, dato che i bambini sono particolarmente vulnerabili e che, a causa della loro posizione nella società, non sono in grado di far rispettare i loro diritti da soli, la Convenzione prevede dei diritti speciali. I bambini hanno bisogno di una protezione particolare, di cure particolari e di adulti che garantiscano loro il diritto di essere coinvolti nelle decisioni che li riguardano. In relazione ai bambini con disabilità, la Convenzione sottolinea il loro diritto a condurre una vita piena e dignitosa, in condizioni che favoriscano la loro autonomia e agevolino una loro partecipazione attiva alla vita sociale.
Per la prima volta nella storia, grazie alla Convenzione ONU, i bambini e gli adolescenti sono considerati attori e individui a sé stanti. Quest’ottica è confluita anche nelle leggi, per esempio nel diritto svizzero di protezione dei minori e degli adulti. Allo stesso modo quest’ottica è fondamentale affinché i genitori possano ottemperare al loro obbligo educativo e sostenere i loro figli nell’esercizio dei loro diritti.
Per stabilire che cosa contribuisca all’interesse superiore del bambino occorre tenere conto di diversi elementi. Il bambino e le sue caratteristiche individuali hanno un ruolo importante. Più piccolo è, maggiore è la protezione di cui ha bisogno. L’interesse superiore del bambino non è indipendente dai diritti degli altri, per esempio quelli dei genitori. Ciononostante è importante che l’interesse superiore del bambino sia sempre tenuto in considerazione.
Da quando Emilie ha compiuto sei mesi i suoi genitori vivono separati. Padre e madre si occupano in egual misura della figlia. La piccola fa la spola tra le due abitazioni e tre giorni alla settimana è all’asilo nido. Tutto funziona bene. Poi, improvvisamente, a quattro anni, Emilie non sembra più contenta e quando il papà la va a prendere alla scuola dell’infanzia inizia a piangere. Il papà non riesce a spiegarsi quel che sta succedendo e chiede un colloquio con i collaboratori della struttura, dal quale emerge che quando è a casa del papà Emilie non ha contatti con altri bambini e le mancano gli amici e le amiche che frequentano la scuola dell’infanzia. Il padre valuta se tornare ad abitare un po’ più vicino.
Vi sono situazioni in cui non è possibile tenere conto dell’interesse superiore del bambino in tutti gli ambiti. Alcuni fattori di rischio, come la povertà, possono ripercuotersi su di esso o ridurlo drasticamente, per esempio se alcune situazioni, come i conflitti all’interno della famiglia o le conseguenze dovute allo stress o a malattie, perdurano nel tempo, si ripresentano sistematicamente o sono gravi. In questi casi i bambini sono vittime di trascuratezza, di maltrattamenti o di altre forme di violenza che minano il loro benessere.
In linea di massima occorre tenere conto dell’interesse superiore del bambino in tutti gli ambiti. A livello superiore è lo Stato a esserne responsabile.
Questo articolo è stato elaborato da «Protezione dell’infanzia Svizzera»