Un bambino di un anno dà la mano al suo papà.

Con slancio verso il secondo anno di vita

Il vostro bebè ha un anno

Il vostro bambino diventa sempre più autonomo. È interessante accompagnarlo nel suo cammino, anche se a volte ciò richiede nervi saldi. Altrettanta pazienza è richiesta ai genitori quando il piccolo impara a camminare più tardi. Tuttavia, non c’è motivo di preoccuparsi.

Dov’è la scarpa sinistra, dov’è il colino per il tè, perché il ciuccio è nel vaso di fiori e le chiavi sono nella lavatrice? Tutti gli oggetti di casa vostra sembrano avere le gambe. Ciò che non è fissato saldamente viene portato in giro dai piccoli esploratori.

Gli interruttori della luce suscitano un particolare interesse: è eccitante quel che succede quando li si attiva! Il bambino continuerà a ripetere questo gioco all‘infinito. Questo tipo di scoperte (faccio qualcosa e produce un effetto!) affascinano moltissimo il bimbo. I bambini di quest’età continuano inoltre ad arrampicarsi e a salire dappertutto o a volersi intrufolare nei posti più impensati, a dipendenza della situazione e sempre seguendo il motto: «Via, alla scoperta di nuovi lidi!».

Aumenta l’autonomia

Nei prossimi anni il vostro bambino farà ancora enormi passi avanti nel suo sviluppo. Diventerà più agile e abile, imparerà a parlare e ad ascoltare. Si distaccherà progressivamente da voi e svilupperà la sua volontà, la sua personalità. Come genitori avrete la possibilità di accompagnarlo nel suo cammino verso un’autonomia sempre maggiore.







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Si tratta di un compito interessante e impegnativo, poiché accompagnare significa saper offrire sostegno e lasciar andare al momento giusto. Cercate di restare al passo con ciò che sta succedendo e di scoprire di volta in volta cosa occorre al vostro bambino. Egli dipenderà ancora a lungo dalla vostra protezione, dalla sicurezza che gli date e dal vostro incoraggiamento, ma avrà anche bisogno di molto spazio in cui, attraverso l’osservazione, l’emulazione e la sperimentazione possa fare le sue esperienze personali.

I primi passi?

«Cammina già?»: una domanda che vi sentirete rivolgere spesso. Mentre alcuni bambini si arrischiano a fare i primi passi attorno ai dieci mesi, altri si concedono più tempo. La maggior parte dei bambini cammina al più tardi a circa un anno e mezzo. Come abbiamo già scritto in precedenza, non sono necessari ausili per imparare a camminare. Ognuno inizierà quando il suo sviluppo glielo permetterà. Lasciategli il tempo necessario finché non deciderà da solo di «mollare la presa» (la vostra gamba, una sedia ecc.) e camminare.

Non spingetelo ad abbandonare troppo presto il suo sostegno. Ogni bambino ha il proprio stile per imparare cose nuove: uno è più paziente, l’altro un po’ meno, uno è coraggioso, l’altro timido, uno è lento, l’altro è più veloce.

Ogni cosa a suo tempo

È vero che per voi può essere frustrante vedere che il bimbo della vicina cammina già, mentre il vostro non ancora. Abbiate pazienza, un giorno anche il vostro bimbo verrà verso di voi camminando da solo!

Forse per il momento è molto più interessato ad altre cose che non a camminare; magari sa già costruire bellissime torri con i cubetti oppure ascolta le vostre storie con grande interesse.

Il mondo si allarga progressivamente e offre innumerevoli nuove possibilità. Fate in modo che il vostro bambino abbia il tempo per assorbire ed elaborare tutte le nuove impressioni e che possa imparare e scoprire cose sempre nuove seguendo il proprio ritmo.

Le cadute di solito non sono pericolose

Durante le esplorazioni dei bambini di quest’età succede sempre qualche piccolo «incidente»: i bimbi inciampano, cadono, battono la testa contro il tavolo, piangono e hanno bisogno di essere consolati e incoraggiati… per poi ripartire. Non sembra nemmeno che faccia loro tanto male quanto si potrebbe pensare. Quando camminano, i bambini piccoli guardano sempre a terra davanti a sé e non rivolgono lo sguardo in avanti. Non ne sono ancora capaci e capita quindi spesso che sbattano la testa contro qualcosa.

Questi colpi alla testa, in generale, non sono pericolosi. Tuttavia, se dopo una caduta il vostro bimbo dovesse perdere conoscenza, iniziasse a vomitare o se rimanesse intontito, dovreste portarlo immediatamente dal medico. Fortunatamente, i bambini cadono molto spesso sul sederino ben protetto dal pannolino.

Offrire sostegno e lasciare andare

Né le cadute, né i lividi, né gli obiettivi non raggiunti impediscono al vostro bambino di perseverare nei suoi tentativi. Orgoglioso si arrampica per l’ennesima volta sulla panchina in giardino, un’impresa azzardata che entusiasma molto meno voi rispetto al vostro piccolo.

Vuole provare e sperimentare tutto, mettendo a dura prova la vostra pazienza e i vostri nervi. Osservate tuttavia anche con stupore e ammirazione gli esercizi e i tentativi instancabili e ostinati del vostro bambino senza intervenire troppo presto per aiutarlo.

Esercitatevi, invece, in uno dei compiti più impegnativi per un genitore: il pronto intervento! Tenetevi pronti, in modo discreto, ad aiutare il vostro bambino in modo tempestivo qualora fosse veramente necessario. Ma, soprattutto, rallegratevi assieme al piccolo dei suoi successi e acquisite fiducia nelle sue capacità.







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