Un bimbo steso a letto con gli occhi aperti.

Addormentarsi e svegliarsi durante la notte

Bambino sdraiato a letto

Molti bimbi faticano ad addormentarsi la sera o a dormire tutta la notte. Qui vi illustriamo le possibili cause e vi proponiamo qualche soluzione.

«Devo ancora mettere a posto i cubetti. Mettere a nanna la bambola. Bere un bicchiere d’acqua. Dire qualcosa d’importante al papà». Quando si tratta di andare a letto certi bambini sviluppano una stupefacente inventiva! E guarda caso bisogna andare a letto sempre sul più bello! Per il bimbo ogni pretesto è quindi buono per rimanere ancora un istante con gli adulti. Ciononostante, giunge inesorabilmente il momento di andare a nanna.

E se il sonno non arriva?

Vi sono fasi nella vita del vostro bambino in cui faticherà ad addormentarsi. I motivi potranno essere i più disparati. Le casistiche che seguono vi daranno forse qualche spunto per trovare, assieme a vostro figlio o a vostra figlia, una soluzione adatta per questo momento delicato.

I bambini che hanno ancora bisogno di elaborare qualche problema o qualche esperienza: magari durante la giornata al bambino è capitato qualcosa che gli ha richiesto molta energia e che lo ha scombussolato. Per aiutarlo a ritrovare il suo equilibrio, cercate di capire di che cosa si tratta. Non raccontategli storie troppo stimolanti ed evitate i rumori della televisione o della radio. Con un rituale della buonanotte amorevole e rilassante potrete rendergli più facile il passaggio dal giorno alla notte.

I bambini molto attivi: non vorrebbero mai rinunciare agli stimoli e alla vita attorno a sé. Tutto è talmente interessante: chissà cosa potrebbero perdersi andando a dormire! In questi casi è meglio trascorrere la serata in modo tranquillo, senza troppe attività. Un bagno caldo può aiutare a calmare un bambino particolarmente agitato.

Il bambino «gufo»: non ha bisogno di molte ore di sonno, gli piace coricarsi tardi e la mattina dorme un po’ più a lungo. Magari fa anche un sonnellino pomeridiano. Certi bambini hanno bisogno di meno sonno di quanto pensino i loro genitori. Quando si tratta di bambini piccoli, si dimentica spesso di calcolare anche le due ore del sonnellino pomeridiano. Per ottenere una certa chiarezza sulle ore di sonno del piccolo, tenete un diario per una o due settimane.

Il bambino che non vuole rimanere da solo mentre si addormenta: fra i due e i cinque anni il bambino vive in una specie di conflitto. Sulla strada verso la sua autonomia, durante la giornata prova a fare sempre più cose da solo. Nonostante la sua crescente autonomia è tuttavia ancora grande la sua dipendenza dai genitori. Ciò può causare delle paure di abbandono. Il piccolo si rende conto di volersi staccare sempre più dai genitori. Al contempo però ha paura di perderli. Aumenta quindi il bisogno della loro vicinanza al momento di andare a letto e vorrebbe che restassero accanto a lui fino al momento in cui si addormenta. La sera, quindi, concedete molto tempo al bambino. Abbiate però anche fiducia nella sua capacità di addormentarsi da solo. Lasciate magari accesa la luce in corridoio e ricordategli regolarmente che siete nelle sue vicinanze. Se, dopo averlo messo a letto, svolgete sempre le stesse azioni, i rumori diventeranno familiari e lo aiuteranno ad addormentarsi.

I bambini che non amano stare al buio: il vostro bambino ha a disposizione una bella cameretta o il proprio angolino, tutti i giocattoli che adora, ci siete anche voi e può udire la vostra voce, eppure è inquieto. Perché mai? Al buio ogni cosa assume una dimensione diversa: i rumori sembrano più intensi e angoscianti, mentre le sagome degli oggetti in camera possono scatenare la fantasia di un bambino di due anni e mezzo e farlo spaventare. Se vi accorgete che vostro figlio o vostra figlia non ama dormire al buio, potete mettere un lumino per la notte o lasciare socchiusa la porta della camera. In questo modo la camera sarà un po’ rischiarata dalla luce proveniente dal corridoio.

È stata una brutta giornata per i genitori e i figli: vi sono giornate in cui tutto va storto. Voi siete di malumore e lo è anche il piccolo. Avete quindi avuto diversi piccoli e grandi screzi. La sera, seduti vicino al suo letto, sperate che si addormenti al più presto. Proprio in tali situazioni, però, molti bambini vogliono rimanere svegli. Non riescono ad addormentarsi pensando che la mamma o il papà sia arrabbiato con loro. Dopo una giornata così, è bene fare la pace con il piccolo. Ciò gli permetterà di addormentarsi tranquillamente. Per aiutarlo ad andare a letto, potreste anche offrirgli un vostro indumento ancora con il vostro profumo da tenersi vicino.

Se i genitori sono spazientiti (per esempio a causa della stanchezza), ciò si ripercuote anche sul bambino. In tal caso potreste magari farvi sostituire dal vostro partner o dalla vostra partner nel rituale della buonanotte. Nonostante tutta la vostra stanchezza, è utile accompagnare il bambino nelle sue azioni quotidiane, come pulirsi i denti, lavarsi, spogliarsi e scegliere l’animaletto da portarsi a letto. Se vi limitate a dargli delle istruzioni, il momento di andare a nanna si allungherà inutilmente.

Se i bambini si mettono a letto troppo tardi o a orari troppo irregolari, ciò può rendere più difficile, o addirittura impedire, la loro disposizione a rilassarsi e a «lasciar andare» gli avvenimenti del giorno. Vi raccomandiamo quindi di osservare orari regolari nel mettere a letto il bimbo. Eventuali eccezioni a questa regola devono essere riservate a occasioni speciali.

Questo elenco di motivi che potrebbero essere alla base delle difficoltà di vostro figlio o di vostra figlia ad addormentarsi nonché i rispettivi suggerimenti per affrontare tali difficoltà possono forse aiutarvi a capire meglio la situazione e a trovare una soluzione. Se introducete dei cambiamenti, manteneteli per due settimane. Il bambino ha bisogno di tempo per abituarsi alle novità e per cambiare le sue abitudini di sonno.

In generale, i problemi di sonno spariscono dopo un certo periodo. Se dovessero persistere a lungo e diventare un peso per voi e per il vostro bimbo, sarebbe opportuno rivolgersi a un consultorio per questioni legate all’educazione o al pediatra. I medicamenti sono utili solo in rarissimi casi e vanno somministrati esclusivamente su prescrizione medica.

Il risveglio notturno

Durante la notte tutte le persone si svegliano diverse volte, senza che il loro sonno ne sia disturbato. Spesso è per girarsi e riaddormentarsi immediatamente. A volte gli adulti si svegliano completamente, ma hanno già trovato il metodo per ritrovare il sonno, per esempio: leggere due o tre pagine di un libro, sistemare il cuscino, bere un po’ d’acqua.

I bambini non ne sono (ancora) capaci. Piangono e vi chiamano perché hanno perso il ciuccio, perché magari hanno battuto la testa o perché hanno paura. Alcuni si alzano e cercano di raggiungere la camera dei genitori per infilarsi nel loro letto. Può essere utile se, prima di addormentarsi, spiegate a vostro figlio o a vostra figlia che dovrebbe rimanere nel suo letto, anche se si sveglia di notte.

Se invece si addormenta nel vostro letto e lo portate nella sua camera quando dorme, un eventuale risveglio notturno lo spingerà a tornare da voi. È quindi meglio che si svegli nel luogo in cui si è addormentato, poiché si troverà meno spaesato e farà meno fatica a riaddormentarsi. Se il bambino si sveglia di notte nel suo lettino e vi chiama, è consigliabile fare il minimo indispensabile per rassicurarlo e facilitargli il sonno. Fategli capire che ci siete, ma che siete stanchi anche voi e che avete voglia di dormire. Non toglietelo subito dal letto, basterà magari sussurrargli qualche parola rassicurante. Se desiderate che impari a dormire nel proprio letto, quando il coccolone arriva da voi riportatelo subito nella sua camera. Il vostro atteggiamento amorevole ma deciso lo rassicurerà di certo.

Paura di tutto

All’età di tre anni circa i bambini iniziano ad avere paura di tutto, per esempio del buio, del temporale, di animali grandi e piccoli o dell’acqua. Un grosso cane che gli abbaia contro, un’automobile che sfreccia a tutta velocità e con forti colpi di clacson, il botto improvviso di un aereo supersonico, una persona dal volto adirato o una voce troppo alta possono spaventare moltissimo o quantomeno turbare un bambino. Queste esperienze tornano poi spesso nei sogni e possono indurre difficoltà nell’addormentarsi e/o risvegli notturni.

Molti bambini di questa età hanno anche paura che possa succedere qualcosa al loro corpo. Da un giorno all’altro diventa un problema lavare i capelli o tagliare le unghie. Ciò è appunto legato alla consapevolezza della propria fragilità. Il minimo taglietto, in particolare se sanguina, è fonte di grande preoccupazione. Per chi cura il bambino ciò significa tenere sempre pronto il materiale per le medicazioni.







La bambina non vuole che le vengano tagliati i capelli

Più il vostro bimbo cresce, più si arricchiscono e differenziano le sue capacità di percezione e di riflessione, ma anche le sue emozioni. Ne consegue che il bambino diventa più consapevole dei possibili pericoli. Tuttavia, non riesce ancora a capire tutto. Il mondo interiore del bambino è quindi spesso abitato da sentimenti contraddittori che possono renderlo ansioso. Non ha senso chiedergli di superare le sue paure. Il bambino non trae beneficio né dall’abituarsi alle paure, né dall’essere protetto da tutto ciò che le potrebbe causare. A poco a poco imparerà da solo che molte delle sue paure sono ingiustificate. Un accompagnamento comprensivo contribuirà ad aiutarlo a superare progressivamente le sue paure.

Ecco come voi genitori potete aiutare il vostro bambino impaurito

  • Non deridete mai il vostro piccolo se ha paura. Benché per voi possa trattarsi di qualcosa di ridicolo, per lui è una cosa seria.

  • Cercate di mettervi nei suoi panni e dimostrategli che comprendete la sua paura.

  • Non minacciatelo mai con ciò che lo terrorizza solo per farlo obbedire.

  • Il diritto di avere paura vale allo stesso modo sia per i maschi sia per le femmine.

  • Cercate di parlare con il bambino delle sue paure. Se potrà esprimere le proprie preoccupazioni, riuscirà a superarle più facilmente.

  • Non lasciate il vostro bambino da solo in casa, nemmeno quando dorme. Se dovete assentarvi, chiamate una baby-sitter.

  • Esistono ottimi libri illustrati che affrontano il tema delle paure e che infondono coraggio. Fatevi consigliare in libreria un libro adatto all’età di vostro figlio o di vostra figlia.

  • Cercate di essere coscienti delle vostre paure, poiché anche in questo ambito il vostro comportamento funge da esempio per il bambino. Se per esempio avete paura dei ragni, non è detto che la sviluppi anche il bambino. Tutto dipende molto da come gestite la vostra paura davanti a lui.

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