Un bimbo svolge i compiti per casa.

Piccoli e grandi crucci

Sei anni

Non sempre a scuola va tutto per il verso giusto. I genitori possono però supportare i bimbi a gestire il quotidiano.

Un nuovo edificio, una nuova aula, un paio di volti noti e tanti, tanti sconosciuti… Come ben potrete immaginare, ci vogliono tempo ed empatia prima che una ventina di personalità in erba, con il loro rispettivo insegnante, diventino un gruppo funzionante e ogni singolo membro possa essere accettato dagli altri per quello che è. Sentirsi parte integrante e a proprio agio in una classe è uno dei requisiti indispensabili per andare volentieri a scuola. La motivazione ne può invece risentire se non si hanno amici o se ci si sente esclusi.







Illustrazione Tre bambini stanno parlando tra loro e uno è un po' distante.

Ripensate alla vostra infanzia: cosa vi ritorna in mente? Le ore di matematica con il vostro insegnante o i compiti di matematica fatti con il vostro miglior amico e con l’aiuto di un pacchetto di Smarties? Le esperienze di apprendimento e formative vissute con altre persone definiscono i contorni dei ricordi e cementano la voglia (o meno) di andare a scuola. Con l’aiuto di un amico tutto sembra più facile.

Anche se lo vorreste, non sempre è possibile evitare a vostro figlio tutte le difficoltà. Nell’interazione con gli altri, vostro figlio deve imparare ad affrontare da solo un certo numero di sfide.

La scuola: quanta fatica e quante novità!

La scuola non è sempre divertente. E tante volte non è colpa né dell’insegnante, né della materia. Anche gli adulti hanno le loro giornate «no». Con l’inizio della scuola è possibile che vostro figlio cambi: magari fatica a prender sonno, ha degli incubi o riprende a fare la pipì a letto. Simili reazioni sono frequenti e segnalano che è in atto un processo di elaborazione legato a qualcosa di nuovo e impegnativo.

Se, tuttavia, il piccolo cruccio diventa troppo grande, dovreste attivarvi per scoprire cosa opprime vostro figlio. Magari viene deriso o punzecchiato in classe, durante la ricreazione o lungo il tragitto casa-scuola? I compiti o le materie d’insegnamento sono al di sotto o al di sopra delle sue capacità? Non si trova bene con l’insegnante o con il suo metodo d’insegnamento?

Se la situazione non dovesse migliorare entro tempi ragionevoli, chiedete un colloquio con l’insegnante. Se l’insegnante non riuscisse a trovare una soluzione, provate a rivolgervi alla direzione della scuola, al pediatra, al medico scolastico o a un centro di consulenza per genitori.

Dalle stelle alle stalle…

Brenno scrive molto meglio di Sara, Cristina si arrampica più in alto di Antonio e Felice sa far di conto molto più in fretta di Francesca. Ogni bambino ha i suoi punti forti e i suoi punti deboli. A scuola i bambini se ne rendono conto molto in fretta. Le valutazioni confermano il raffronto tra il rendimento e il relativo successo o insuccesso. Chi ha valutazioni alte viene lodato, mentre chi fatica deve applicarsi maggiormente!







Illustrazione Il bambino a sinistra fa una smorfia, quello al centro indossa un costume da pirata e quello a destra è seduto su una pila di libri.

In fondo tutti i bambini desiderano tornare a casa con delle belle note. E se, malgrado l’impegno e la costanza, ciò non succede, i genitori non dovrebbero disperarsi. In questo momento il bambino ha bisogno di conferme e d’incoraggiamento. Una maggior fiducia nelle sue possibilità lo aiuterà ad affrontare con più coraggio i propri punti deboli.

  • Lodate vostro figlio quando si impegna, prova qualcosa di nuovo e fa dei progressi.

  • Riconoscete a vostro figlio gli sforzi che fa: «Vedo che ti sei proprio dato da fare!» Questo vale anche per i disegni e i lavoretti che porta a casa. Perché non predisponete un angolino in cui esporli?

  • Confidate nelle capacità di vostro figlio o di vostra figlia: «Ho la certezza che ce la farai a imparare questa cosa.» I bambini devono sapere di poter sbagliare. Come dice il proverbio, sbagliando s’impara. Evitate di esprimere critiche negative, anche se vostro figlio ha commesso un errore. Incoraggiatelo piuttosto, ad esempio confidandogli: «Sai, neanche a me riesce sempre tutto alla perfezione!». Inoltre potrebbe essere utile riflettere con vostro figlio o vostra figlia su come evitare di ripetere lo stesso errore o su come raggiungere l’obiettivo seguendo un altro percorso.

  • Non fate paragoni tra la valutazione che riceve a scuola vostro figlio o vostra figlia e quella di un compagno, di un fratello o di una sorella.

  • È scoraggiante per il bambino pensare che l’affetto dei genitori dipenda dal suo rendimento a scuola.

  • Per molti talenti, non c’è una valutazione speciale a scuola. È bello, ma non scontato, quando gli insegnanti danno anche un riconoscimento o un premio speciale per aver inventato storie divertenti, per un litigio fatto in modo non offensivo, per il gioco teatrale fantasioso, per l’abilità nel pattinare o per la grande pazienza con la sorellina!

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