Un anno e otto mesi
Se il piccolo scappa via improvvisamente, per i genitori è il panico. Del resto i pericoli sono ovunque, soprattutto in strada. E ancora: qualche indicazione utile per le vacanze.
Vi è già capitato di sentirvi venir meno perché improvvisamente non vedete più vostro figlio o vostra figlia? Un attimo fa era ancora lì, a meno di 20 metri da voi, e ora non si vede più da nessuna parte. Non sarà andato/a in strada?
Oppure al supermercato: vi siete intrattenuti un attimo con la commessa e il piccolo nel frattempo è sparito. Lo cercate in preda al panico. Quando finalmente lo ritrovate tirate un sospiro di sollievo e… lo sgridate, perché deve assolutamente capire che non può scappare così!
In realtà, però, il bimbo non è ancora in grado di capirlo. Non sa che se gira l’angolo il papà e la mamma non lo vedono più. Quando lo ritrovate prendetelo quindi in braccio e fategli capire che siete spaventati, ma soprattutto che siete molto felici di averlo ritrovato.
I bambini piccoli tendono semplicemente «ad andare», ma alla fine non sono in grado di ritrovare la via del ritorno, soprattutto là dove c’è molta gente, come nei grandi magazzini. Benché ammoniate il piccolo di rimanere vicino a voi, non appena vede qualcosa di interessante se ne dimentica e semplicemente se ne va. Non bisognerebbe quindi mai illudersi che un bimbo di quasi due anni obbedisca al «rimani vicino a me». È perciò necessario tenerlo sempre per mano o perlomeno non perderlo mai di vista.
Vostro figlio o vostra figlia cammina sempre meglio e forse sa già correre. Scappa non solo nei grandi magazzini, ma anche per strada. In questi casi la situazione diventa molto pericolosa.
Le vacanze sono un momento importante e solitamente molto atteso. Poter prendere le distanze dalla vita quotidiana, conoscere per esempio il Paese di origine di mamma o papà, fare nuove esperienze, rilassarsi e avere tempo l’uno per l’altro: è un periodo pieno di aspettative e di desideri, talvolta divergenti. Magari uno dei due genitori non desidera altro che un po’ di pace e riposo, mentre l’altro non vede l’ora di cambiare il ritmo delle giornate e fare più attività possibili. Per accontentare tutti occorre quindi trovare dei compromessi. Le vacanze offrono la possibilità di «viversi» a vicenda in un contesto diverso e le esperienze comuni uniscono e rafforzano i rapporti.
Talvolta, però, le vacanze possono trasformarsi anche in momenti di conflitto: non ci si può allontanare e, stando assieme tutto il tempo, le occasioni di scontro aumentano. Una cosa è certa: fare vacanza con un bambino piccolo è davvero molto diverso che farle senza. Per evitare troppe delusioni è quindi utile pianificare bene questo periodo.
In primo luogo parlatene con il vostro partner o la vostra partner e poi cercate di vedere la situazione anche dalla prospettiva del bambino. Che abbiate in mente un viaggio o che vogliate passare le vacanze nei dintorni, dovete considerare in primo luogo i suoi bisogni. Solo così anche voi genitori avrete la possibilità di trascorrere vacanze rilassanti e senza lo stress di un bambino costantemente insoddisfatto e piagnucoloso.
I bambini piccoli reagiscono in modo più sensibile degli adulti al cambiamento di clima o di alimentazione. Per loro le eventuali vaccinazioni consigliate e i viaggi lunghi possono essere problematici. Tenetene conto quando scegliete la vostra meta. Un bimbo piccolo fa fatica ad «assimilare» tante nuove impressioni che si susseguono velocemente. Prendete quindi tutto con tranquillità, pianificate tempo a sufficienza per ogni cosa e prevedete pause regolari.
Il desiderio dei genitori di «cambiare aria» è più che comprensibile, ma spesso le vacanze meno spettacolari sono quelle più rilassanti. I bambini piccoli non hanno molte pretese. Per loro «essere in vacanza» significa avere genitori disponibili e rilassati. Le possibilità di gioco offerte dalla natura sono ideali per i bimbi, poiché permettono di fare attività senza continui divieti e limitazioni e tengono conto del loro grande desiderio di movimento.
Riflettete attentamente su quale tipo di alloggio vi è più confacente. Non lasciatevi trarre in inganno dalle belle pubblicità: chiedete se anche i bambini sono i benvenuti. Le possibilità sono innumerevoli: in albergo, in appartamento, in tenda, in fattoria o all’ostello della gioventù. Perché non provare qualcosa di nuovo? Magari con un’altra famiglia? Ai bambini piace avere dei compagni di gioco e i genitori possono alternarsi nella loro cura.