Una mamma porta in braccio il bambino che ha paura degli estranei.

I legami affettivi danno sicurezza

Il vostro bebè nell'ottavo mese di vita

Sentirsi protetti è un bisogno fondamentale degli esseri umani ed è estremamente importante per lo sviluppo infantile. Ora che il vostro bambino si rivolge sempre di più al mondo esterno, deve essere sicuro di trovare costantemente sostegno presso le persone a lui vicine.

Nei suoi viaggi esplorativi il bambino vive continuamente nuove esperienze e non sempre è in grado di gestire le molte impressioni e gli stimoli nel modo giusto. In questi momenti è importante per il vostro bimbo poter contare su di voi. Voi rappresentate il porto sicuro dal quale può esplorare il suo affascinante ambiente e al quale può sempre ritornare quando la situazione diventa difficile, quando ha bisogno di essere consolato o rassicurato, o quando vuole riposarsi.

Un legame sicuro offre stabilità

Il bisogno di sicurezza e lo spirito esplorativo variano da bambino a bambino. Occorre una certa sensibilità per capire quanti siano gli stimoli e il sostegno necessari al vostro bimbo affinché possa mantenere il suo equilibrio interiore. Molto spesso, infatti, egli è combattuto fra la sua curiosità e il suo bisogno di sicurezza.

In fondo è curioso e interessato, il che lo induce a fare spontaneamente i primi passi verso l’avventura. Ma le novità rendono spesso insicuri e quindi farà anche qualche passo indietro. Per offrire sostegno al bambino e per incoraggiarlo nelle sue esplorazioni, occorreranno da parte vostra molta sensibilità e nervi saldi.







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Costruire legami con altre persone

Non sempre vi sarà possibile condividere la quotidianità con il vostro piccolo. Proprio per questo è importantissimo che egli possa costruire legami con diverse persone. Voi, madri e padri, siete evidentemente le persone di riferimento principali. Tuttavia, anche un bebè è in grado di legarsi ad altre persone, per esempio ai nonni, ai genitori della famiglia diurna, all’educatrice dell’asilo nido; basta che il piccolo stia bene con loro e possa trovare la vicinanza, la protezione e la dedizione di cui ha bisogno. Per questo è necessario un contatto continuo e sicuro, poiché è attraverso le esperienze quotidiane che il bimbo può costruire la sua fiducia negli altri.

Paura della separazione e degli estranei

Sicuramente avete già sentito parlare della paura degli estranei. Probabilmente, finora il vostro bambino ha sempre sorriso a tutti coloro che gli si avvicinavano. Fra il sesto e l’ottavo mese può però subentrare una certa paura nei confronti degli estranei. Si tratta di una reazione che non è uguale in tutti i bambini. Che cosa succede? Sembra che il bambino, improvvisamente, sia felice soltanto quando siete voi genitori a essergli vicino. In presenza di altre persone cerca di nascondere il suo viso e forse piange anche quando si tratta di persone conosciute (nonni, baby-sitter ecc.).

Ciò non significa che queste persone gli siano antipatiche. È semplicemente la dimostrazione che ha imparato a distinguere: suddivide il mondo in persone che sente vicine e in altre che ritiene estranee. Questo timore nei confronti delle persone estranee subentra quando ha un significato dal punto di vista dello sviluppo. Verso la fine del primo anno di vita, infatti, i bambini iniziano a muoversi da soli. Il loro raggio di movimento aumenta e con ciò anche la possibilità di conoscere cose nuove e incontrare persone mai viste prima.

La paura degli estranei come protezione dai pericoli

Questi campi di esplorazione e di apprendimento più vasti implicano anche nuovi pericoli, dai quali i bambini non possono sempre essere protetti. A protezione del bambino, la natura si è inventata qualcosa: la timidezza o la paura nei confronti delle persone estranee e delle situazioni nuove. Questi sentimenti servono a porre dei limiti alla voglia di novità del bimbo e, quasi come un cordone ombelicale invisibile, lo legano alla persona di riferimento.

Se, fino ad ora, il bambino ha avuto contatti regolari solo con una cerchia ristretta di persone, reagirà in modo più intenso a chi gli è estraneo. I bambini abituati a vedere molte persone diverse sono, in generale, meno timidi. L’intensità delle sue manifestazioni di paura nei confronti degli estranei dipende comunque da molti fattori e, soprattutto, dalla personalità del bambino. I bambini piccoli restano tuttavia aperti e curiosi nei confronti di altri bambini e l’interesse a comunicare con loro aumenta costantemente.







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Anche i piccini meritano rispetto

Potete contribuire anche voi a far sì che la paura degli estranei non diventi un problema importante per vostro figlio o vostra figlia. Se, per esempio, ricevete visite e il piccolo reagisce con paura, prendetelo in braccio. Dopo un po’ di tempo, e con il vostro aiuto, non avrà più paura e comincerà a familiarizzare con le persone in visita. Ai vostri parenti e amici potete tranquillamente spiegare di lasciare al bambino il tempo necessario per conoscerli e attendere che sia lui ad avvicinarsi a loro spontaneamente. Se non lo fa perché proprio non vuole, rispettate il suo desiderio.

Gli capiterà spesso di incontrare adulti che non rispettano questo bisogno di distanza e che gli si «getteranno» addosso per prenderlo in braccio senza pensarci due volte e senza averlo avvicinato in modo più cauto, per esempio attraverso il contatto verbale o visivo. Finché il piccolino non sarà capace di dire da solo «non voglio», sarete voi a doverlo fare per lui.

D’ora in poi, il vostro bambino sarà comunque un po’ più cauto nei confronti degli estranei, anche se la sua capacità di fare amicizia con altre persone aumenterà continuamente. Se non lo forzerete, ma gli lascerete il tempo necessario per affrontare spontaneamente il mondo esterno, scoprirà e svilupperà sempre nuove qualità come la curiosità e il piacere di conquistare persone e oggetti sconosciuti.

La cura del bambino da parte di terzi e la sua paura degli estranei

È possibile che, per molti di voi, abbia ora inizio un periodo piuttosto difficile. Forse vi siete abituati a una o a un baby-sitter, i nonni accudiscono il bambino quando uscite la sera oppure il piccino rimane talvolta dai vicini di casa o all’asilo nido. All’improvviso tutto ciò non sembra più possibile, perché il bimbo ha paura di tutti. Dato che prendete sul serio le paure del vostro bambino, temete forse che ora non potrete più fare niente?

Continuate ad affidarlo alla persona che lo cura e che lo conosce già da un po’ di tempo. Tuttavia, concedetevi il tempo necessario per la «consegna». Non sgattaiolate via di nascosto, ma salutate il bambino in modo chiaro; così saprà che andate davvero via e che deve farcela per un po’ di tempo da solo, senza la mamma o il papà.

Se la separazione è troppo difficoltosa, può essere utile un piccolo rituale d’addio: salutare con cenni della mano, cantare una canzone, lasciargli qualcosa che vi appartiene (per esempio un foulard). Può essere utile lasciargli anche il suo peluche preferito o il suo «straccetto»: lo aiuteranno a consolarsi, gli daranno sicurezza e lo aiuteranno ad addormentarsi.

Separarsi da un bambino che piange fa male e rende insicuri. Tuttavia, di solito i bambini si calmano velocemente. Per non restare inquieti tutta la giornata, potete mettervi d’accordo con la persona che si prende cura del bambino su come e quando vi può raggiungere telefonicamente nel caso in cui non dovesse proprio funzionare. Sicuramente potrete chiamare anche voi per chiedere come sta il vostro bimbo.







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