Quattro anni e tre mesi
L’inizio della scuola dell’infanzia dà il via a una nuova fase di vita. Come la affrontate voi e il vostro piccolo?
Vostro figlio o vostra figlia ha tra i tre e i quattro anni e presto, con l’inizio della scuola dell’infanzia, comincerà una nuova fase della vita. Siete contenti o l’imminente fine della prima infanzia vi rende un po’ melanconici? Pensate che, a casa o sul lavoro, vi godrete i momenti mentre il piccolo è a scuola oppure che aspetterete impazienti il suo rientro?
E come pensate che reagirà vostro figlio o vostra figlia alla nuova realtà? Come riuscirete a gestire il distacco? Alcuni genitori non avranno particolari difficoltà a separarsi dai propri figli perché questi ultimi trascorrono già parte della giornata all’asilo nido, presso una famiglia diurna o dai nonni o perché frequentano regolarmente un preasilo. Per altri, invece, l’inizio della scuola dell’infanzia rappresenterà la prima esperienza di distacco.
Che sia l’entrata al preasilo, l’inizio della scuola dell’infanzia, la scolarizzazione e più tardi l’inizio della formazione professionale o la partenza da casa: per i genitori l’indipendenza dei figli ha spesso anche un risvolto triste e malinconico. I rapporti cambiano e bisogna ridefinire le modalità della vicinanza reciproca.
Quando vostro figlio o vostra figlia non avrà più bisogno di voi ventiquattr’ore su ventiquattro, cambierà anche il ritmo in casa. Molti genitori immaginano già cosa fare quando i bambini avranno superato la «fase più impegnativa» o andranno alla scuola dell’infanzia. Ci sarà di nuovo più tempo e più spazio! Ad esempio per i fratellini, per un riorientamento professionale o per un reinserimento nel mondo del lavoro, o, perché no, per nuove attività per il tempo libero.
Che ne dite di un fine settimana senza figli, da soli o con il partner o la partner, per parlare con tutta calma dei nuovi progetti?
Sin dalla nascita, i bambini hanno bisogno di amore, dedizione, di sentirsi amorevolmente protetti dalla famiglia, ma anche di avere spazio per muoversi autonomamente fuori dal «nido», sviluppando fiducia in loro stessi e coraggio. Voi genitori li accompagnate in questo percorso, mantenendo un equilibrio tra questi due poli e curando sia le piccole radici che le fragili ali dei vostri figli.